[sfoghi #3] la sindrome del “mi piace” / “non mi piace più”

scritto da ilmagodiossh

sottotitolo: Che tanto poi dopo scende e non lo vedo più.

Sarò un nostalgico, un moralista, un idealista. Quello che vi pare. Ma sto pensando alle parole che un amico mi ha detto pochi giorni fa. “Nessuna distrazione.” Che questa potrebbe essere la soluzione a molti problemi. Non dico che le distrazioni non servano. È una posizione radicale questa, adatta solo a pochi che si sentono capaci e in grado di farlo. Ma qui si tratta di avere ben chiaro chi o cosa guardare. [e per guardare intendo fissare il proprio sguardo.] Perché sta diventando sempre più difficile. Farsi le domande giuste. E cercare ogni santo giorno di rispondere a quelle domande. [ben inteso che tutte le domande possano essere riassunte in una sola. -che la domanda fondamentale è sempre una sola-.] E non prendiamoci per il culo, che tante cose di quelle che ci circondano in realtà servono a non farci più pensare. Lo dico? Che si vede che in realtà un po’ ci piace farci prendere per il culo. L’ho detto.
Perché sembra che più nessuno voglia mettersi lì, in silenzio, magari chiudere gli occhi e sbattersi. A pensare.
Alla domanda.
Non parlo di pensare in senso lato. Pensare la spesa, pensare cosa mangiare, pensare come vestirsi, pensare che domani sarà un’altra giornata di stronzo lavoro o di studio. O magari tutti contemporaneamente. Non dico questo.
Dico che c’è stato un tempo in cui si comprava un disco e lo si ascoltava fino a che non si facevano i solchi. Se compravi un vestito bello poi lo portavi fin quando si facevano i buchi. E se anche si facevano i buchi poi ci si metteva una pezza e lo si portava per ancora molto, molto tempo.
Non lo so. A volte il fatto che tutto, ma proprio tutto quanto, sia concepito per durare il minimo indispensabile non mi sta più tanto bene.
E non si sta parlando degli oggetti. Che quelli son soltanto un esempio. O un sintomo.
Voi capite.

cose da ascoltare: Sigur Rós – Hoppípolla

In 6 hanno scritto su “[sfoghi #3] la sindrome del “mi piace” / “non mi piace più””

  1. Quando qualcuno riesce a dire quello che da anni pensi e che non sei mai stato capace di dire.
    Grazie.

  2. sai cosa? il cuore. quelli sì che lo usiamo veramente fino a quando non ci si fanno i buchi. e poi compriamo pezze, e lo riutilizziamo, e ce lo rompono, e ce lo macchiano, e non ce ne frega proprio un cazzo.

  3. Che scoperta questo blog!
    Questo intervento, mi ha colpito. Molto.
    A volte mi piace ascoltare un cd fino a che non salta da quant’è consumato. A volte mi piace mettermi in un angolo e rattoppare il vestito bello che ormai inizia ad essere un po’ consumato. A volte mi piace fermarmi, osservare, pensare. Non a cosa comprare al supermercato per cena.
    Però mi sento un’aliena. Lo sono? Forse no.
    (e Hoppipolla. Splendida. Perfetta.)

  4. @Francesco
    Abbastanza sicuro che avresti capito. Abbastanza.

    @krimhild.
    Che poi dicono che non ci sia la voglia. Di ripartire. Ma la voglia la trovi sempre.
    La (ri)trovi sempre.
    Basta saper aspettare un pochino. A volte.

    @Angie
    Nessun alieno. Nessuna astronave. Nessun robot.
    Qui dove siamo è tutto così vero che spesso crediamo di non avere possibilità.
    E tu, se è così, hai capito tutto.
    E comunque grazie per le parole belle. Anche.

  5. Fortunatamente le coscienze si stanno risvegliando.

  6. @Mr.Loto
    Fortunatamente.
    Le coscienze.

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